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Sandro Azzali, Presidente dell'Associazione, ci manda questo aggiornamento del progetto Rete Mali

Le foto riferiscono all'anno 2015. All'epoca i camion in fase di allestimento erano due, ma poi, purtroppo, le cose sono cambiate...

Il progetto di utilizzo di un camion completamente attrezzato dal punto di vista sanitario per intervenire in modo tempestivo ed efficace nelle situazioni più bisognose del paese ha avuto ulteriori sviluppi.

Finalmente il camion è arrivato a Bamako ed è custodito in una struttura protetta messa a disposizione dal gruppo maliano dell'associazione Abareka Nandree.

Nel frattempo alcune associazioni che avevano contribuito all'acquisto e all'allestimento del camion, per risolvere in via definitiva il problema della gestione del progetto hanno deciso di dar vita ad un soggetto giuridico di diritto maliano denominato Rete Mali.

I lavori per costituire questa nuova associazione sono stati coordinati dal console onorario del Mali in Italia avv. Gianfranco Rondello: naturalmente si tratta di un lavoro delicato che spesso si scontra con la lentezza  esasperante della burocrazia maliana.

E' sicuramente importante concludere questa fase in quanto il nuovo soggetto Rete Mali, oltre a non avere scopi di lucro, potrà perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale ed umanitaria nel campo della scolarizzazione, della sanità, dell'accesso e approvvigionamento idrico e della realizzazione di interventi nell'agricoltura.

Per ottenere risultati concreti, per la prima volta, hanno deciso di condividere la stessa strada associazioni onlus italiane operanti in Mali (Progetto Dogon di Padova, Se@son Rose di Correzzana, Abareka Nandree di Milano, Yacouba per l'Africa di Varese) e realtà maliane che potranno più facilmente gestire in loco la realizzazione dei progetti (Alto Consiglio dei Maliani in Italia e Alto Consiglio dei Maliani a Bamako).

La parte giuridica particolarmente complessa si sta per concludere e speriamo che presto il camion possa iniziare ad operare: sono già stati individuate persone e associazioni operanti in Mali in grado di darci una mano per i primi passi di questa nuova realtà. Si tratterà di intervenire in aree considerate tranquille e, soprattutto, di far sì che le strutture sanitarie locali si prendano in carico e gestiscano lo svolgimento dell'intero progetto.

Essenziale sarà, attraverso lo sforzo di tutti, creare le giuste sinergie tra soggetti diversi.

Yacouba per l'Africa, pur avendo dichiarato fin dall'inizio di non avere al proprio interno competenze specifiche in campo sanitario, partecipa ai lavori di Rete Mali.

Ci auguriamo vivamente  che questo nuovo seme, grazie all'aiuto di tante associazioni, possa dare i primi frutti.    

 

Regalo di Natale

di Silvana Galassi

27/02/2018

Qualche giorno prima di Natale ho ricevuto una telefonata da un'amica di Yacouba che mi segnalava il caso di un migrante maliano in difficoltà di cui era venuta a conoscenza parlando con una funzionaria della prefettura di Varese.  Un 25enne accolto in un centro di prima accoglienza aveva perso il diritto di soggiornarvi dopo che gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato e non aveva nessun posto dove andare.

Le ho detto di darmi il suo numero di cellulare e l'ho chiamato chiedendogli di venirmi a trovare. Al nostro primo incontro ho avuto la sensazione di potermi fidare di lui e, non potendo sopportare che passasse il Natale in strada, l'ho invitato a trasferirsi a casa mia mettendo a disposizione il mio studio che, occasionalmente, diventa stanza per gli ospiti.

Dramane (diamogli un nome, finalmente!) ha accettato e io ho fatto la doverosa denuncia in Questura, dichiarando di avere un ospite extracomunitario.

Così è cominciata la nostra convivenza e la reciproca conoscenza che ha coinvolto anche mia figlia e il suo compagno che vivono in un appartamento adiacente al mio. Dramane è entrato a far parte della nostra famiglia e della comunità di amici che frequentiamo che, ognuno a suo modo, si è prodigato per sbloccare la sua situazione molto precaria per la mancanza di un documento di identità.

Abbiamo scoperto che uno straniero con permesso di soggiorno non può né lavorare né studiare se è sprovvisto di un documento d'identità e che per ottenerlo è necessario avere una residenza fissa. La storia di questo nostro amico maliano ci ha avvicinato ai problemi di molti migranti rendendo evidenti le molte incongruenze che si incontrano nel percorso di accoglienza di uno straniero.

Ma per quanto mi riguarda, la mia esperienza è stata straordinaria. Pur nelle difficoltà che sempre si accompagnano quando due persone sono così distanti per età e origini, esco estremamente arricchita da questi due mesi di convivenza e spero che il nostro rapporto continui anche in futuro.

Grazie all'interessamento delle amiche di Yacouba e delle funzionarie della Prefettura di Varese, ora Dramane ha trovato una collocazione in uno SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) dove potrà cominciare il suo percorso di inserimento. Ma già in questo periodo passato a casa mia è riuscito ad ottenere il documento di viaggio, grazie all'aiuto di un volontario di Varese e un lavoro temporaneo, grazie all'aiuto dei miei figli e del mio ex-marito.

Ora Dramane si sente più sicuro e sta aiutando altri maliani a risolvere la loro situazione.

Penso che non avrei potuto ricevere un regalo di Natale più prezioso.

 

In memoria di un'amica

Abbiamo perso un'amica, Vittoria ci ha lasciato improvvisamente.
Insieme abbiamo percorso un bel pezzo di strada all'interno dell'associazione.
Coinvolta sia dalla realtà del Mali che da quella di Gili Meno, attenta ai bisogni delle persone.
Cercava di portare calore e benessere alla gente che incontrava durante i viaggi.
Prima le persone e poi i principi.
Il suo contributo prezioso,  discreto, a volte silenzioso, sempre concreto nell'affrontare progetti e  temi della cooperazione, ci mancheranno.
Donna colorata, sempre vestita con tinte calde, abbiamo negli occhi il tuo sorriso e nel cuore il tuo affetto.

E' morto Franco Zanellati

un amico e socio prezioso

con  grande  umanità e pragmatismo ha contribuito alla realizzazione dei progetti in Mali, dove si è recato più volte, lasciandosi coinvolgere dagli incontri con le persone

Negli ultimi anni ci seguiva a distanza dalle Canarie, che aveva scelto come luogo di adozione

Lo ricordiamo con molto affetto e nostalgia

    

leggiamo:

LE ONG ITALIANE IN MALI

Roma.14/09/2012.

Il 4 settembre scorso il Consigliere del Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione, Mario Giro, ha incontrato una delegazione di 15 Associazioni di volontariato che operano in Mali, a sottolineare l’attenzione che il Ministro Andrea Riccardi rivolge a tutta l’area del Sahel.

Come noto, il Mali sta attraversando una fase di grande instabilità, legata al perdurare della crisi politica istituzionale che ha fatto seguito al colpo di Stato, alle istanze separatiste ed al riaccendersi delle violenze e dell’attività di gruppi terroristici e criminali nel Nord del paese, che hanno provocato la fuga delle popolazioni (circa 450.000 mila persone) verso campi profughi situati nei paesi limitrofi.

Di fronte a questa grave situazione, 15 Associazioni italiane - ognuna con una propria specificità ma tutte impegnate in progetti di cooperazione in Mali - hanno deciso di coordinare le proprie iniziative e utilizzare le proprie risorse in sinergia, al fine di ottimizzare i propri interventi nel paese. Le Associazioni sono attive in molteplici ambiti: sanità, educazione e formazione, adozioni a distanza, creazione di infrastrutture, potenziamento e ottimizzazione delle risorse idriche, etc.

Tuttavia, la possibilità di realizzare le loro iniziative è al momento subordinata alla possibilità di recarsi in Mali nelle rispettive zone di intervento (anche in zone lontane dalla capitale, Bamako) e di potervi soggiornare e operare in piena sicurezza, avendo la garanzia che i propri finanziamenti, ottenuti attraverso una vasta rete di sostenitori, possano essere utilizzati al meglio.

Durante l’incontro si è preso atto dell’instabilità politica e dell’emergenza umanitaria. Il Consigliere Giro ha incoraggiato le associazioni a continuare ad operare attraverso la propria rete di contatti locali. L’Ufficio del Ministro per la Cooperazione Internazionale ha altresì assicurato la massima collaborazione al fine di facilitare il rapporto diretto con la responsabile dell’UTL a Dakar. L’apertura di un’ulteriore Unità Tecnica Locale in Burkina Faso potrà anch’essa facilitare ogni attività di cooperazione nell’area.

A riguardo, Laura Magnani, scrive:

Cari amici e sostenitori di Yacouba,

L’attuale situazione politica maliana rende impossibile da parte dei volontari della nostra associazione recarsi personalmente a verificare l’andamento dei progetti.

Già prima del colpo di stato a marzo, avevamo costruito alcune collaborazioni con organizzazioni maliane dei paesi Dogon ( Appui sans frontières di Douentza e con Action de promotion humaine di Bandiagara).

L’obiettivo di queste collaborazioni era:

punto elenco

raccogliere  le informazioni e la documentazione  necessari per avviare un progetto,

punto elenco

effettuare scambi periodici con le autorità e con la popolazione dei villaggi per meglio rispondere ai loro bisogni,

punto elenco

verificare l’andamento dei progetti e l’effettiva corrispondenza tra progetto e denaro investito.

A maggior ragione, quando è stato chiaro che non era possibile organizzare  i viaggi in Mali,  abbiamo consolidato  questa modalità di operare.

Pertanto i progetti non sono stati interrotti, ma proseguono nella direzione concordata, facendo leva sulle persone delle organizzazione sopra citate.

La nostra Associazione ha l’appoggio delle autorità locali  (sindaci \ prefetto) ed attiva un  confronto costante con loro via internet e tramite cellulare.

Tutto questo ci lascia fiduciosi nel perseguimento dei nostri obiettivi.

Oltre alla situazione politica, il Mali attraversa un periodo di grave emergenza alimentare.

 A questo proposito una rete di associazioni che operano in Mali,  si è organizzata al fine di  coordinare gli interventi di approvvigionamento cibo e distribuzione alla popolazione, che è stata effettuata tra giugno e luglio 2012.

In un momento così delicato ci sembra ancor più importante lasciarci coinvolgere dalla situazione di estrema povertà ed insicurezza  in cui versa la popolazione e non vogliamo lasciare soli i villaggi che sono così provati da uno stato di emergenza .

Certi del vostro sostegno e della vostra fiducia, i volontari di Yacouba sono a disposizione per approfondimenti sul proprio operato

Laura Magnani

 

 

 
 
 
 
 
 
 
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Arriviamo a Gili Meno
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