Nasce in ottemperanza all’art. 227 della Costituzione Federale Brasiliana, fondata sui principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che stabilisce fra gli altri il “dovere della famiglia, della società e dello Stato di assicurare al fanciullo con assoluta priorità il diritto….alla convivenza familiare e comunitaria” e su tale articolo si fonda la legge n. 8.069/90, la “Carta del fanciullo e dell’adolescente” – Estatuto da Criança e do Adolescente (ECA), - approvata dal Congresso Nazionale e sancita dal Presidente della Repubblica il 23 luglio del 1990 al cui art. 18 sancisce: “il diritto del bambino ad essere allevato ed educato all’interno della propria famiglia e, quando questo non é possibile, come ultima alternativa, all’interno di famiglie sostitutive, assicurando così il diritto alla convivenza familiare e comunitaria”.
Ed è proprio per dare attuazione a questo articolo che la Remar – Rede Margaritas Pró Criança e Adolescente insieme all´Associação Papa João no Brasil lancia un progetto a salvaguardia del minore e dell’adolescente suggerendo un nuovo strumento di tutela: la famiglia affidataria.
La famiglia è considerata un’entità insostituibile, atta a garantire l’equilibrio psicologico, affettivo e comportamentale del minore, è il luogo dove si sperimentano le prime relazioni sociali e dove il bambino riceve affetto, protezione, formazione.
In alcuni casi però, la famiglia può essere causa di gravi disturbi di personalità e non essere in grado di offrire al minore quella stabilità e sicurezza necessaria per uno sviluppo integrale ed armonioso.
E’ in questi casi, considerati a rischio che viene proposta la famiglia affidataria che non ha l’obiettivo di sostituire quella di origine ma invece di completarla, per tutto ciò che non è in grado di garantire.
Si vuole superare l’idea che è la famiglia ad aver bisogno del bambino, per sviluppare quella per cui è il bambino che necessita di una famiglia dove poter instaurare relazioni affettive positive con tutti i componenti e venga accolto come fosse unico. Il bambino ha bisogno nel momento particolare della sua crescita di punti di riferimento positivi, che possano garantirgli stabilità ed affetto, ma che non sopprimano il desiderio fisiologico, psicologico e spirituale di chi li ha messi al mondo.
La famiglia che accoglie deve sì accogliere, ma soprattutto “amare” anche la famiglia d’origine. Solamente così il bimbo potrà accettare il “nuovo” ambiente familiare.
La famiglia d’accoglienza riveste il ruolo di nido sia affettivo che materiale negli anni difficili della crescita e della formazione del bambino/adolescente. La famiglia passa da istituzione a diritto di tutti i bambini, e quindi un diritto a trovare accoglienza di fronte alle difficoltà, ed alle insicurezze che la vita presenta. La famiglia affidataria si trasforma in un rifugio educativo dove le persone scelgono liberamente di rivestire il ruolo di padre o madre per un breve periodo istaurando relazioni vere e personalizzate, basate sulla “terapia dell’amore e della complementaritá” cercando di accogliere il fanciullo e la famiglia d’origine aiutandolo a diventare autonomo e indipendente.
Obiettivo
L’obiettivo è quello di proporre alle istituzioni pubbliche e private ed alle organizzazioni che si occupano di minori, una nuova figura giuridica, intermedia tra abbandono e adozione al fine di garantire il diritto del minore ad una convivenza familiare: l’affidamento cioè l’accoglienza di bimbi ed adolescenti all’interno di famiglie preparate a riceverli.
L’obiettivo generale del progetto è quindi quello di garantire il diritto alla convivenza familiare del bambino e dell’adolescente, che si trova in condizioni di rischio e di disagio, inserendolo all’interno di famiglie affidatarie.
Per incoraggiare questa nuova figura, l’affidamento famigliare, e far sì che diventi un istituto giuridico accettato e praticato è necessario lavorare in rete con organi pubblici e privati, dirigenti, organizzazioni governative e non, Consigli dei Diritti Tutelari, aprendo un dibattito e tavolo di discussione sulla creazione di alternative volte a garantire il diritto effettivo del bambino ad una convivenza familiare serena.
Beneficiari diretti
Venti bambini adolescenti dai 0 ai 18 anni e le loro rispettive famiglie.
Come opera REMAR
Pertanto è necessario:
- raccogliere dati per tracciare una mappa di tutti gli istituti, orfanotrofi ecc, bambini/adolescenti che sono a rischio, famiglie disposte ad accoglierli al fine di conoscere in profondità tutte le realtà di João Pessoa;
- sensibilizzare la società civile attraverso l’organizzazione di incontri sul territorio con gruppi, coppie, famiglie, Consigli Tutelari e per i Diritti dell’Infanzia, e diffondere materiale informativo;
- individuare e coordinare le famiglie che si rendono disponibili all’accoglienza attraverso incontri formativi sull’affidamento partendo dall’esperienza vissuta dall’Associazione Papa Giovanni XXIII;
- accompagnare le famiglie affidatarie attraverso incontri formativi di approfondimento e riunioni periodiche di confronto e problem-solving per tutta la durata dell’affidamento, sin dall’inserimento del minore, fornendo sia un supporto psico-pedagogico che giuridico;
- favorire l’avvicinamento del bambino/adolescente alla famiglia di origine ed aiutarla, a fortificarsi, per il reinserimento, ove possibile, del minore;
Finanziamenti: Yacouba per l’Africa si farà carico del progetto per il 2008
Risorse umane: una psicologa ed una pedagogista
Costo preventivato: il costo per l’anno 2008 è di 9.076 euro che comprendono anche trasporti e supporti economici alle famiglie affidatarie
Referente: Laura Magnani